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Tendenze e consigli di architettura d’interni: le novità da non perdere

Il quadro normativo europeo ridefinisce cosa significa progettare un interno performante. Dalla revisione 2024 della direttiva EPBD (direttiva UE 2024/1275), la…

Architecte d'intérieur féminine étudiant des plans et des échantillons de matériaux dans un studio moderne aux murs en béton exposé
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Il quadro normativo europeo ridefinisce cosa significa progettare un interno performante. Dalla revisione 2024 della direttiva EPBD (direttiva UE 2024/1275), la qualità dell’ambiente interno (IEQ) – temperatura, qualità dell’aria, comfort luminoso e acustico – si pone allo stesso livello dell’efficienza energetica per gli edifici nuovi e ristrutturati. Gli architetti d’interni che ignorano questo cambiamento normativo accumulano un ritardo tecnico difficile da recuperare.

Direttiva EPBD e qualità dell’aria interna: cosa cambia per i progetti di ristrutturazione

L’obbligo di ispezionare regolarmente i sistemi di ventilazione e di monitorare continuamente la qualità dell’aria interna negli edifici di grandi dimensioni tra il 2026 e il 2030 modifica la gerarchia delle priorità nella progettazione. Un progetto di architettura d’interni che riposiziona una cucina aperta, crea un controsoffitto o suddivide un piano deve ora integrare il dimensionamento aeraulico fin dalla fase di schizzo, non in fase di esecuzione.

Osserviamo che questa costrizione spinge a ripensare il frazionamento morbido. I claustras e le vetrate, molto presenti nelle attuali tendenze di design, non pongono problemi significativi di circolazione dell’aria. Al contrario, le pareti piene aggiunte per ricreare intimità in uno spazio aperto richiedono un ricalcolo dei flussi di ventilazione per ogni stanza.

I progetti residenziali di alta gamma a Parigi integrano già sensori di CO₂ e di composti organici volatili nei loro piani di arredamento. Questa strumentazione, un tempo riservata agli uffici, diventa un argomento di valorizzazione per i beni ristrutturati con cura. Per seguire queste evoluzioni tecniche applicate all’architettura d’interni, il sito archi-line.fr da scoprire compila regolarmente analisi approfondite su questi temi.

Salotto contemporaneo di tendenza con divano in bouclé terracotta, tavolino in gesso scanalato e muro in stucco calce

DPE 2027 e architettura d’interni: anticipare la menzione A0 in un progetto di ristrutturazione

Il decreto del 11 giugno 2026, applicabile dal 1° gennaio 2027, introduce una nuova menzione “A0” per gli edifici a emissioni nulle. Questa categoria aggiunge sezioni sulla quantità di energia rinnovabile prodotta in loco, la sua distribuzione per fonte, il vettore energetico principale e la vita utile residua dei sistemi di riscaldamento e climatizzazione.

Per un architetto d’interni, la conseguenza diretta riguarda la scelta dei materiali e delle attrezzature integrate. Un progetto di ristrutturazione che prevede una stufa a legna come elemento centrale del soggiorno deve verificare la coerenza con il vettore energetico dichiarato nel DPE. Il design non può più funzionare in silo rispetto all’ingegneria termica.

Il decreto del 19 agosto 2026 abbassa inoltre il coefficiente di conversione dell’elettricità da 1,9 a 1,7 dal 1° gennaio 2027. Questo ricalcolo favorisce meccanicamente gli alloggi completamente elettrici. Per i progetti di architettura d’interni, ciò significa che le soluzioni di riscaldamento a irraggiamento elettrico (pannelli radianti incassati, soffitti riscaldati) guadagnano rilevanza normativa senza penalizzare la classe energetica del bene.

Impatto sulla scelta dei materiali e rivestimenti

La capacità dell’alloggio di rispondere ai segnali della rete elettrica, ora menzionata nel DPE, valorizza gli spazi progettati per accogliere sistemi di stoccaggio o di controllo. Raccomandiamo di anticipare fin dalla fase di design la posizione di un quadro elettrico ampliato e di un locale tecnico, anche negli spazi ridotti.

I materiali biosourcés (terra cruda, legno grezzo, canapa proiettata) contribuiscono al comfort igrotermico e si inseriscono nella logica della direttiva EPBD. Il loro uso in architettura d’interni supera la tendenza estetica: contribuiscono a regolare l’umidità relativa e a migliorare la qualità dell’aria senza ricorso meccanico aggiuntivo.

Colori e materiali in architettura d’interni: la griglia di lettura tecnica dietro le tendenze 2026

Il colore dell’anno Pantone 2026, Cloud Dancer, è un bianco luminoso e rilassante. Leggere questa tendenza come una semplice scelta estetica sarebbe riduttivo. Un bianco puro con alto indice di riflessione luminosa riduce la dipendenza dall’illuminazione artificiale, il che si allinea con gli obiettivi di prestazione energetica della direttiva EPBD.

I toni terrosi (terracotta, ocra, verde salvia) che accompagnano questa palette rispondono a una logica di pigmenti minerali compatibili con gli intonaci naturali. Questi pigmenti non emettono composti organici volatili, a differenza di alcune vernici sintetiche fortemente colorate. La scelta cromatica diventa un parametro della qualità dell’aria interna.

  • Gli intonaci a calce colorati in massa offrono una finitura opaca mentre regolano l’umidità ambientale, particolarmente adatti agli spazi abitativi senza ventilazione meccanica a doppio flusso.
  • Il legno grezzo non trattato (rovere, faggio, pino marittimo) rimane il materiale preferito per i mobili integrati, a condizione di verificare la provenienza e l’assenza di formaldeide nei pannelli ricostituiti.
  • I tessuti in fibre riciclate (lana, cotone, lino) guadagnano in resistenza meccanica e consentono ora applicazioni in rivestimenti murali acustici, non solo in tende o cuscini.

Architetto maschile in una cucina ristrutturata di tendenza con isola in marmo, facciate in noce e pavimento in terrazzo

Disposizione degli spazi e flessibilità: cosa cambia in pratica con i mobili modulari

Il declino dell’open space integrale a favore di separazioni morbide e reversibili traduce un bisogno funzionale, non una moda passeggera. Il telelavoro consolidato richiede zone acusticamente isolate in alloggi che non sono stati progettati per questo uso.

Il mobilio modulare a incastro, che sostituisce progressivamente il su misura in alcuni segmenti, presenta un vantaggio tecnico spesso sottovalutato: la sua reversibilità. Un mobile-separatore può essere spostato senza interventi sulla struttura, evitando di modificare le reti di ventilazione o di elettricità incassate.

  • I mobili-pareti che integrano spazi di stoccaggio e un passaggio di cavi sostituiscono le biblioteche classiche nei progetti di ristrutturazione di appartamenti.
  • I sistemi di binari a soffitto consentono di sospendere pannelli tessili acustici riposizionabili a seconda dell’uso della stanza.
  • Le pedane tecniche (innalzamento del pavimento) creano zone di stoccaggio mentre delimitano visivamente gli spazi senza chiudere.

La domotica si integra in questi dispositivi: illuminazione per zone, tende automatizzate, gestione termica stanza per stanza. L’interoperabilità tra protocolli (Matter, Zigbee, Thread) semplifica l’installazione e riduce la dipendenza da un unico produttore.

I progetti che articolano regolamentazione energetica, qualità dell’aria e design interno producono spazi la cui valore d’uso e valore patrimoniale progrediscono simultaneamente. È su questa convergenza tecnica che si gioca la credibilità di un progetto di architettura d’interni nel 2026.

Tendenze e consigli di architettura d’interni: le novità da non perdere